28 marzo 2020   Articoli

Puglia, salvi solo se uniti

Federico Pirro - La Gazzetta del Mezzogiorno

Federico Pirro - Professore di Storia dell’Industria - Università di Bari Aldo Moro

Nel momento in cui si è tutti impegnati a livello locale, in Italia e nel mondo, nella battaglia frontale contro il diffondersi del covid-19 non è opportuno a nostro avviso prolungarsi in esercizi previsivi sui tempi e sulle modalità di uscita da una crisi tanto dura quanto inattesa, e ben diversa nelle sue cause, ma forse non nelle dimensioni, da quella egualmente devastante innescata nel settembre del 2008 dal fallimento di una  grande banca d’affari americana e che poi si è protratta sino al 2013, sia pure con diversa intensità nei vari Paesi. 

E tuttavia qualche elemento di analisi e di riflessione già da ora sarebbe necessario, anche a partire dalla nostra regione che, per quanto ormai saldamente inserita nel mercato mondiale, non può rimandare soltanto a decisioni della BCE, dell’Unione Europea e del Governo, la definizione di percorsi di fuoriuscita da una crisi i cui postumi saranno prevedibilmente lunghi da smaltire.   

In queste settimane diversi comparti del nostro apparato manifatturiero stanno producendo: industria agroalimentare in tutte le sue molteplici articolazioni merceologiche, le filiere ad esse collegate (imballaggi in legno e cartone, materie plastiche, contenitori in vetro cavo, etc.), industria farmaceutica (grandi e piccole), industria chimica di base, raffinazione, industrie di gas tecnici, industrie di disinfettanti e detergenti, industria energetica e manutenzioni collegate, l’Ict.  In altri comparti – nei quali molte imprese sono connesse anche in secondo e terzo livello con quelle considerate essenziali – al momento in cui si scrive si sta valutando il da farsi nelle Prefetture, consultando i Sindacati e sperabilmente anche le Associazioni datoriali e le Organizzazioni sindacali di quadri e manager.

Anche il trasporto ferroviario di merci sta attivamente lavorando, mentre le notizie di movimentazioni portuali di rinfuse solide e liquide sembrano - pur alcune significative eccezioni – non segnalare al momento crolli drammatici. 

Anche le imprese artigiane di manutenzioni impiantistiche e che sono impegnate nell’allestimento dei nuovi reparti per terapie intensive stanno lavorando, dimostrando ancora una volta l’insostituibilità di questo tessuto di microimprenditorialità nella nostra regione.

Tutti questi comparti insomma – pur sommariamente richiamati – stanno producendo a pieno regime e sono, come già per il passato, una preziosa risorsa anche per l’immediato futuro dell’industria pugliese. Altri settori invece sono fermi e soprattutto su di essi  - e n particolare sulle loro PMI - si dovrà concentrare sin da ora l’attenzione di Istituzioni, Associazioni di categoria, Sindacati, Ordini professionali ed esperti. Intanto si assicuri ossigeno creditizio a piccole e medie imprese di quei settori (automotive, meccanica varia, legno-mobilio, materiali da costruzione, tessile-abbigliamento,calzaturiero, etc.) che sono fermi. Banca d’Italia e singoli Istituti di credito - per quanto di rispettiva competenza – operino in modo tale da consentire alle aziende prima richiamate di poter fruire di quanto disposto dal Governo. Se negli ospedali bisogna dare assistenza a tutti i pazienti che vi arrivano – senza lasciare che si possa morire per mancanza di assistenza – lo stesso è auspicabile che accada nel rapporto fra banche e PMI. Se si riuscirà con uno sforzo  corale – in cui tutti (nessuno escluso) dovranno fare la propria parte, senza se e senza ma – a salvare il nostro tessuto manifatturiero, la sua ripartenza potrà essere più solida e prolungata. Ma se si si dovranno solo contare ogni giorno chiusure di PMI e disoccupazione aggiuntiva di massa – oltre a quella già esistente -  i sacrifici durissimi fatti in queste settimane da tutti noi rischierebbero di apparire inutili agli occhi di molti nostri concittadini, che avranno sì salvato la loro vita e la loro salute, ma avranno perso ogni speranza di poter lavorare, o almeno di poter trovare un altro lavoro dignitoso. La solidarietà verso tutti i nostri fratelli più deboli dovrà essere piena, convinta e generosa. Anche nelle nostre Istituzioni e nelle nostre banche.

Allegati

Firma ora il manifesto

Il futuro del Sud è inscritto nel futuro d’Italia e d’EuropaLo sviluppo del Mezzogiorno e il superamento definitivo della questione meridionale è oggi più che mai interesse di tutta l’Italia.
* campi obbligatori

Seguici sui social