18 luglio 2026   Notizie

I nuovi incentivi pugliesi per le imprese e le cause dell'"Austerity"

Gazzetta del mezzogiorno

Giuseppe Coco - Professore di economia politica

La settimana scorsa il Presidente della Regione, Antonio Decaro, ha presentato il nuovo programma di incentivi che presumibilmente rimpiazzerà il sistema imperniato su PIA e MiniPIA, partito solo 3 anni fa e bloccato a febbraio per l’entità abnorme delle richieste di finanziamento. Pur presentando aspetti interessanti, le vecchie misure erano troppo generose e a fronte di uno stanziamento di 1,55 miliardi le richieste a inizio 2026 avevano superato i 2,7 miliardi. La Regione doveva bloccare le nuove domande e riformare il sistema degli incentivi in maniera meno generosa. 

Il nuovo schema di intervento ha quindi una dimensione molto minore di quella precedente, solo 360 milioni di euro, e soprattutto si articola su 7 misure con due caratteristiche fondamentali. Da un lato le nuove misure sono tutte strumenti finanziari che limitano il più possibile il fondo perduto e richiedono almeno in parte la restituzione delle somme impegnate. Dall’altro attraverso la costituzione di una partnership stabile con Cassa Depositi e Prestiti e Banca Sella, si mira a moltiplicare la finanza pubblica con fondi privati (da cui anche il triste nome del programma ‘Puglia Moltiplica’). 

Il programma vara, tra l’altro, 3 fondi addizionali che si concentrano sul finanziamento di imprese innovative e per il rilancio di imprese in crisi (Venture Capital, Debt e Turnaround), una piccola misura di microprestiti e una di garanzia per attivare credito privato. Certamente l’austerità del programma è dovuta principalmente all’esaurimento dei fondi, ma va detto che non si tratta di un fatto interamente negativo. In anni recenti la generosità del sistema di incentivi per le imprese è diventata davvero eccessiva sia a livello nazionale che regionale. Le immediate necessità di rilancio dopo il COVID hanno indotto la Commissione Europea ad aumentare le intensità massime di aiuto consentito su investimenti nelle zone meno sviluppate fino al 60% dell’investimento. Contemporaneamente, in Italia, i crediti d’imposta tradizionalmente riservati al settore industriale o all’innovazione sono stati estesi a ogni investimento e ogni settore. Ma uno dei principi cardine dell’intervento pubblico è che gli investimenti da incentivare debbano generare valore aggiunto addizionale per l’economia incentivata. 

Difficilmente l’apertura di uno studio professionale o di un esercizio commerciale rientra in questa definizione, più probabilmente essi sottrarranno solo valore a quelli esistenti e non incentivati. Infine, incentivare investimenti in settori a basso valore aggiunto e che si sarebbero fatti comunque, come quelli nel settore turistico in particolare, non è una idea particolarmente brillante. Peraltro, si può presumere che quando l’intensità dell’aiuto diventa irragionevole, ad esempio se il contributo pubblico copre l’intero investimento e magari anche parte dei costi correnti come in alcune misure degli scorsi anni, la qualità dei progetti presentati diventi molto peggiore. In effetti diventa sempre più conveniente e facile presentare comunque una richiesta e anche progettare sistemi di abuso dell’incentivo attraverso truffe. Per tutte queste ragioni, dovremmo chiederci se sia corretto giudicare una misura sulla base della spesa o delle richieste. L’abitudine tutta italiana di annunciare in pompa magna una nuova misura con la disponibilità di fondi e la generosità della misura riflette forse più la volontà di presentare le stesse come distribuzioni di risorse a gruppi di pressione piuttosto che incentivi finalizzati a realizzare investimenti aggiuntivi, e soprattutto di attività che siano sostenibili. Da questo punto di vista forse i nuovi incentivi saranno meno generosi, ma probabilmente più efficienti.

Firma ora il manifesto

Il futuro del Sud è inscritto nel futuro d’Italia e d’EuropaLo sviluppo del Mezzogiorno e il superamento definitivo della questione meridionale è oggi più che mai interesse di tutta l’Italia.
* campi obbligatori

Seguici sui social